Programma Fare Sistema Oltre l’Accoglienza (FSOA)

FSOA è un progetto ideato da AMU-Azione per un Mondo Unito-Onlus, Organizzazione Non Governativa di Sviluppo (ONGs)  impegnata dal 1986 a costruire un mondo più unito, attraverso la realizzazione di progetti di cooperazione internazionale ed educazione alla cittadinanza globale in diverse parti del mondo, in particolare in contesti con maggiore vulnerabilità, di cui AIPEC è da sempre sostenitrice.

Il programma promuove l’inserimento sociale e lavorativo di persone vulnerabili, italiane e straniere, tramite una rete di attori locali costituita da aziende, famiglie, associazioni e operatori impegnati nei processi di inclusione.

Di seguito gli ultimi aggiornamenti:

Equipe FSOA in Emilia Romagna

Il progetto, finanziato dal FAMI,  prevede l’accompagnamento verso l’autonomia di undici ragazzi, uomini e donne, titolari di protezione internazionale che vivono a Reggio Emilia.

Dell’equipe di Fare Sistema Oltre l’Accoglienza che opera in Emilia-Romagna fa parte anche Chiara Daolio, una professionista che ha alle spalle diciotto anni di lavoro nel sociale. Assieme a Chiara, ci sono anche Maddalena Zanardi e Laura Corvo.

Il gruppo di lavoro – Chiara, Laura e Maddalena – si riunisce ogni settimana per condividere informazioni, esperienze e anche difficoltà che ciascuna di loro incontra in questa attività che svolgono per Fare Sistema, ed è un momento prezioso perché “ognuno porta il proprio pezzetto di lavoro svolto e ci confrontiamo”. Chiara, tu cosa segui in particolare? “Lavoro su quattro fronti: il sostegno delle patenti, l’orientamento abitativo, le spese che i ragazzi sostengono per le utenze o gli arredi di casa, e l’accompagnamento verso il lavoro autonomo”.

Fare Sistema Oltre l’Accoglienza ha predisposto a Reggio Emilia – con i fondi FAMI – un gruppo di lavoro che segue undici ragazze e ragazzi, dando loro un supporto su più fronti: Maddalena Zanardi si occupa dell’aspetto socio relazionale.

Maddalena Zanardi è una delle tre professioniste che compongono l’equipe di supporto e accompagnamento all’autonomia di undici ragazzi titolari di protezione internazionale che opera a Reggio Emilia, e che Fare Sistema ha predisposto grazie ai fondi FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione).

Con lei lavorano Chiara Daolio e Laura Corvo, ciascuna apporta alle attività di equipe la propria esperienza e le proprie competenze. Tra le funzioni che Maddalena svolge all’interno del gruppo di lavoro c’è quella di ampliare la Rete, cercando e prendendo contatti con le diverse associazioni del territorio che condividano obiettivi e ideali di Fare Sistema così da instaurare collaborazioni. Un lavoro che presenta alcune difficoltà: “Il tessuto dell’associazionismo, del volontariato e delle onlus è molto fitto e attivo a Reggio Emilia: tutti hanno già collaborazioni e reti già avviate. La vera sfida è riuscire a trovarne alcune che abbiano ancora spazi ed energie per fare Rete con noi”. Tu come hai ovviato a questo? “Inizialmente ero andata un po’ a tappeto nella ricerca, lavoro e vivo qui da tempo, ho utilizzato i contatti che già avevo. Invece poi man mano che la collega compilava i Piani Individuali di sviluppo Socio-Economico (PISE – uno strumento che ci richiede il Ministero) e selezionava i bisogni degli undici ragazzi seguiti ci siamo rese conto che era più fruttuoso procedere in maniera mirata”.

La storia di Maka

È difficile trovare delle persone che mettano così tanta cura in quello che fanno, il giovane Maka, originario del Mali, colpisce proprio per questo. “È un ragazzo prezioso non potevamo permetterci di lasciarlo andar via”: per questo, la struttura siciliana che si occupa di produzione di spettacoli di danza ha deciso di trasformare, assieme a Fare Sistema, il tirocinio di Maka in un contratto di assunzione a tempo determinato.

“Non potevamo e non volevamo lasciarlo andare via”, così Maria Inguscio direttore generale di “Scenario Pubblico” spiega perché una volta terminato il tirocinio, al giovane Maka è stato proposto un contratto di lavoro a tempo determinato. Il ragazzo, 23 anni, originario del Mali, vive ora a Catania e da gennaio ha potuto compiere questo importante passo avanti nel raggiungimento della propria autonomia: un contratto che gli consenta di vivere con più serenità. Il precedente tirocinio, che si è concluso il 27 dicembre, era stato supportato da Fare Sistema Oltre l’Accoglienza e finanziato con i fondi dell’Unione Buddhista Italiana.

Approfondisci la storia:

Maka, Dal Tirocinio Alla Firma Del Contratto (articolo dell’ 1/04/ 2022 a cura di Michela Micocci)

Maka? Merita Delle Opportunità (articolo del  17/12/2021 a cura di Michela Micocci)

 

I laboratori fotografici di FSOA in Sicilia

Una Fotografia Reciproca (articolo del 24/03/2022 a cura di Michela Micocci)

I laboratori fotografici che FSOA ha organizzato in Sicilia a fine 2021 sono stati un efficace strumento di inclusione. Vi hanno partecipato i ragazzi ospiti del SAI MSNA di Vittoria e le studentesse e gli studenti di una classe quinta dell’Istituto “G. Mazzini”.

Il fotografo Vincenzo Russo racconta come si sono svolti e cosa “ha ricevuto” da questa esperienza.

Il corso si è svolto tra novembre e dicembre scorsi, grazie al sostegno dell’Unione Buddhista Italiana, per quattro venerdì di seguito. Le lezioni erano itineranti: per le strade del centro cittadino a scoprire e ritrarre i luoghi e le architetture di interesse storico. Un’occasione per conoscere meglio la cittadina certo, ma soprattutto per mettere in gioco anche altro. I ragazzi ospiti del SAI MSNA hanno vissuto questi incontri accanto agli studenti del posto. Tutti assieme a vivere la medesima esperienza. Nota Vincenzo: “Secondo me i ragazzi stranieri in quelle due, tre ore di laboratorio mettevano veramente da parte i loro problemi e si sentivano allo stesso livello dei loro coetanei siciliani, non erano parte secondaria del progetto, ma cuore pulsante del racconto. All’inizio ci sono stati un po’ di diffidenza e un po’ di imbarazzo, ma sono stati superati presto”. Come si svolgevano queste lezioni? “Io cercavo di spiegare loro quel che so della mia professione, cedevo anche la mia macchina fotografica. L’atmosfera era allegra. A fine incontri già chiedevano cosa avremmo fatto il venerdì successivo. Si percepiva che avevano tanta voglia di esserci”.

Fonte: FSOA

Di seguito alcune foto della giornata

 Uno scatto del laboratorio di fotografia

 

La società cooperativa R-Accogliere è nella rete di Fare Sistema

La società cooperativa sociale “R-Accogliere” di Cosenza nasce nell’aprile 2002, su iniziativa dell’Associazione di volontariato San Pancrazio  (associazione operante nel centro storico della città di Cosenza  che si occupa di accogliere persone in difficoltà fra cui disabili fisici e mentali, minori provenienti da famiglie disagiate, tossicodipendenti, ex-detenuti) e come  finalità si propone di creare opportunità di occupazione per persone in difficoltà.

Scopri le iniziative che porta avanti:

R-Accogliere, Con Muiz A Cosenza (articolo dell’11/03/ 2022 a cura di Michela Micocci)

La società cooperativa R-Accogliere è nella rete di Fare Sistema da quando, nel luglio scorso, ha accolto Muiz tra i suoi lavoratori, proponendogli un contratto a tempo determinato. È un ragazzo timido ma sempre disponibile e ben disposto verso gli altri: così lo descrivono sia i colleghi che Laura Lombardo, che si occupa dell’amministrazione della cooperativa.

La storia di Muiz: “Un Sogno Da Riprendere In Mano” (articolo del 17/09/2021 a cura di Michela Micocci)

A Muiz piace studiare, la storia soprattutto: “Perché imparo qualcosa del passato ”. Arrivato dalla Nigeria nel 2018, il ragazzo ventunenne ha per il momento accantonato i suoi vecchi progetti, consapevole che il primo passo deve essere quello di guadagnarsi da vivere per assicurare a se stesso autonomia e libertà di scelta. Fare Sistema lo ha supportato nel trovare un lavoro part time che gli permette di frequentare la scuola serale.

 

La casa di accoglienza Ripa dei Settesoli è nella rete di FSOA

Nel cuore di Roma, a Trastevere, i frati del convento Ripa dei Settesoli ospitano i giovani in uscita dai centri di accoglienza, offrendo loro la possibilità di una vita comunitaria e un accompagnamento verso l’inclusione socio-lavorativa. Gaia Bottino, referente per la formazione professionale e per l’orientamento al lavoro, spiega perché la struttura ha scelto di entrare nella Rete di Fare Sistema: “Quello che più ci ha colpito, di questo Programma, è la serietà e la competenza con le quali svolge un lavoro continuo sulla persona”

Ripa dei Settesoli è una casa di accoglienza francescana, nel rione Trastevere, a Roma. E’ stata fondata nel 2011 dai Frati Minori del Lazio e Abruzzo con la volontà di condividere vita e spazi insieme a ragazzi che si trovano in condizioni di difficoltà economiche e sociali, come i giovani in uscita dai centri di accoglienza. Ripa dei Settesoli ha scelto di essere parte della Rete FSOA. Gaia Bottino, che nella struttura di Trastevere è referente per la formazione professionale e per l’orientamento al lavoro, racconta qual è il lavoro che viene svolto, passo dopo passo: “Cerchiamo di sostenere questi giovani nei loro percorsi umani, e se lo desiderano, anche a livello spirituale. L’obiettivo principale rimane quello dell’inserimento sociale. Con Fare Sistema abbiamo subito trovato un’intesa comune, avviando una collaborazione soprattutto nel campo lavorativo: insieme accompagniamo i ragazzi ospiti di Ripa dei Settesoli nell’intraprendere una strada professionale, che sia un tirocinio o un contratto di lavoro”. Cosa vi ha spinti a entrare nella Rete FSOA? “Quello che più ci ha colpito, di questo Programma, è la serietà e la competenza con le quali svolge un lavoro continuo sulla persona, attraverso colloqui con psicologi, incontri sociali, e una buona rete di attori”. È su queste basi, dunque, che è stata avviata la collaborazione tra FSOA e Ripa dei Settesoli. Continua Gaia: “Per esempio, in queste settimane, ci sono due ragazzi per i quali abbiamo avviato un percorso professionale: un tirocinio presso un hotel della Capitale e uno nel settore edile”.

Leggi le news:

Ripa Dei Settesoli, Da Trastevere Nella Rete Di Fare Sistema (articolo dell’ 1/03 2022 a cura di Michela Micocci)

FonteFSOA

Nella foto uno dei ragazzi di Ripa Dei Settesoli

Uno dei ragazzi di Ripa dei Settesoli
Leggi anche le storie di Diaby e Michael, due ragazzi ospitati dalla Casa di accoglienza francescana Ripa dei Settesoli:

Il nuovo tirocinio di Diaby (articolo del 6/12/2021 a cura di Michela Micocci)

La storia di Michael e del suo tirocinio lavorativo (articolo del 22/10/2021 a cura di Michela Micocci)

Scopri il programma 2020/2021 di FSOA

Sostieni FSOA

CONDIVIDI › Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page