Vi segnaliamo un interessante articolo  pubblicato su Città Nuova scritto da Marco Milazzo nostro referente Sicilia


pubblicato su www.cittanuova.it
Dai film di animazione nascono insegnamenti utili per vivere bene. A cominciare da Il libro della giungla

Uno dei ricordi più belli della mia fanciullezza è l’immagine di mio papà che mi portava al cinema a vedere i cartoni animati di Walt Disney. Allora abitavamo a Catania e spesso succedeva che nello stesso pomeriggio ne andavamo a vedere due. Sceglievamo i posti migliori, se possibile, e l’immagine di me accanto a lui che teneva i due biglietti della Siae piegati per lungo e bloccati dalla fede del suo anulare perché «non possiamo perderli perché se viene un controllo…», mi emoziona ancora. Biancaneve e i sette nani, Il libro della giungla, Gli Aristogatti: era entrare in un mondo magico ma che, nello stesso tempo, riportava piccoli e grandi a quello reale, spesso offrendo la speranza che anche questo poteva essere più bello.

Venticinque anni fa sono passato dalla parte di figlio a quella di genitore, rifacendo più o meno per le mie quattro creature quello che mio padre aveva fatto per me. In più oggi c’è il supporto dei Dvd che ci offre la possibilità di rivedere più volte i capolavori animati della Disney e della Pixar.

Alcune delle canzoni delle colonne sonore dei film, si sa, si insediano nella testa e non se ne vanno più. Una di queste è “Ti bastan poche briciole…”, cantata da uno dei personaggi più simpatici dell’animazione: l’orso Baloo de Il Libro della giungla, amico e “tutore” di Mowgli, il cucciolo d’uomo sperduto nella foresta e adottato da una variegata famiglia di animali buoni.

L’altro ieri inciampo nel piccolo Baloo-peluche di mio figlio Stefano e, per un meccanismo riflesso, inizio a fischiettare le note di una delle sue canzoni, riflettendo, questa volta, sul loro significato.

il-baloo-di-stefano

Mi accorgo per la prima volta che è un testo pieno di saggezza e che offre spunti di riflessione sulla sobrietà e le sue conseguenze benefiche, sia per chi la vive in prima persona sia come riflesso su chi sta attorno ad esso. Da non crederci!

Ne riporto e commento alcune strofe, sperando che, alla fine, qualche lettore le fischietti pure lui.

«Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar».

Lo dicono anche gli psicologi: la ricerca affannosa del superfluo crea agitazione, ansia, frustrazione. Se ti accontenti delle “poche briciole” che coincidono con l’indispensabile, allora puoi creare le condizioni per vivere nel “ben-essere”.

«In fondo basta il minimo, sapessi quanto è facile trovar quel po’ che occorre per campar».

L’ottenimento del “minimo” è sicuramente più facile rispetto al raggiungimento del “massimo”. Ma è proprio quel “minimo” che permette di vivere in sobrietà, imparando a valutare i nostri bisogni per quello che sono e distinguendo quelli veri da quelli falsi. Il po’ che occorre per campardiventa così la misura colma delle nostre esigenze reali.

«Mi piace vagare, ma ovunque io sia mi sento di stare a casa mia. Ci son lassù le api che il loro miele fan per meSe sotto un sasso poi guarderò ci troverò le formiche un po’ io me le mangerò. Vicino a te quel che ti occorre puoi trovar».

 Spesso le risorse di cui abbiamo bisogno sono più vicine a noi di quanto possiamo immaginare. Ma questo implica due cose: trattare l’ambiente per quello che è ovvero la nostra casa (con la stessa cura con cui ci occupiamo della nostra dimora) e valorizzare le risorse a noi vicine. Sarebbero questi motivi sufficienti per attingere alle risorse a “Km 0” sia per l’agro-alimentare che per le altre forme di commercio. (Spero di essere perdonato dai dipendenti degli Outlet fuori porta). Significherebbe vivere in ecologia generando economia, parole molto usate che derivano entrambe, guarda caso, dal greco oikos, casa.

E se tutto ciò può sembrare difficile da realizzare, consola ripensare ad una frase che Walt Disney pronunciava spesso: «Se lo puoi sognare lo puoi fare».

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P.s. A proposito di padri, figli e di film di animazione della Pixar, suggerisco a chiunque abbia messo al mondo un figlio o abbia intenzione di farlo, di vedere con attenzione Alla ricerca di Nemo. In esso vi è una dettagliata, e liberatoria, descrizione dei corretti comportamenti che deve assumere un padre nei confronti di un figlio che vuole conquistare la sua autonomia. E Nemo, con la sua pinna atrofica, ci ricorda pure che è disabile.

Per chi desiderasse rivedere Baloo cantare.

Per info: ass.vita21enna@gmail.com

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