In Vaticano ong, cooperative e associazioni: insieme per il “bene” di chi sta ai margini
Fonte: Vatican News
A cura di Salvatore Cernuzio e Marco Guerra – Città del Vaticano
Clicca qui per la lettura dell’articolo integrale
Il Presidente di AIPEC, Livio Bertola, ha preso parte all’incontro insieme al Presidente di AMU – Azione per un Mondo Unito, Stefano Comazzi
Sabato 17 settembre, si è tenuto, in Vaticano, il Simposio “Ai Margini della Società” presso l’Aula Nuova del Sinodo. L’incontro è una delle nove tappe organizzate dalla “Fondazione Fratelli tutti” in vista del Giubileo 2025 per costruire reti e comunità di servizio che vanno incontro a chi soffre con iniziative concrete.
Ha aperto i lavori il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fondazione, rilevando l’obiettivo del cammino solidale per far fronte alle concrete problematiche: operare nell’immediatezza dell’urgenza data dalla sofferenza umana.
È il tentativo di costruire una rete tra le realtà e le organizzazioni sociali che si occupano degli emarginati, convinti che, nel momento in cui si riesce a fare corpo nella società, l’effetto si moltiplica enormemente anche nelle istituzioni e nelle visioni politiche.
Oggetto di trattazione i temi della Cura relativamente al mondo carcere, al mondo dell’immigrazione e alle nuove povertà.
L’invito a partecipare rivolto a cooperative, case circondariali e di carità, congregazioni e istituti religiosi, fondazioni, ospedali.
Padre Francesco Occhetta spiega come l’immagine scelta per la locandina sia simbolica: Cristo che lava i piedi ai discepoli.
Simbolica non solo per il significato del gesto, mettersi al servizio dell’altro, ma anche per l’idea stessa del mosaico
Un mosaico funziona solo se i tasselli sono tutti in ordine. Vi abbiamo convocato qui perché il servizio agli ultimi funziona se ogni tassello del mosaico sociale è in ordine e lavora insieme.
Il cardinale Mauro Gambetti sottolinea la bidirezionalità del lavoro
Accogliamo i contributi della società civile e vogliamo intrecciarli con la dimensione più profonda che custodiamo qui nella Basilica vaticana, il carisma di Pietro, la spiritualità che rende bella questa Chiesa. E proprio a San Pietro, con un “tour nella bellezza”, si conclude l’incontro di oggi che vede pure dei “laboratori di dialogo” per far conoscere, attraverso dei questionari, gli ospiti e permettere loro di rappresentare la propria realtà. Lo spirito è sempre quello di far avvicinare le persone, aiutarle ad attingere a dimensioni più profonde. Attraverso il bello, attraverso cioè la magnificenza dell’arte, si vuole “arrivare al mondo dello spirito”. La ragione di questo incontro sta nella persona di Gesù, Lui è l’umanità. L’umanità bella, piena, anche sofferente. L’umanità in tutti i suoi risvolti, ma umanità divina. I diritti umani, per quanto sacrosanti, se non aspirano al Cielo, a diventare essi stessi vie di accesso all’infinito, al divino, sono monchi. Senza il Vangelo, non tanto come dottrina ma come persona di Gesù, siamo persi tutti.
Tra i relatori, anche Chiara Cardoletti, rappresentante Unhcr (l’agenzia Onu per i rifugiati) per l’Italia che individua nell’enciclica “Fratelli Tutti” la guida etico-morale per abbracciare la solidarietà umana. La questione della margilità è centrale sul tema di rifugiati, sfollati e richiedenti asilo
Sono popolazioni che si ritrovano in condizioni di discriminazione e indifferenza. Dobbiamo perciò ricordarci che queste persone hanno gli stessi diritti e la stessa dignità di chiunque altro. La Fratelli tutti lo dice chiaramente: la fratellanza, l’uguaglianza, fanno parte del mondo di oggi e i rifugiati non possono essere esclusi da questa condizione.
Esprimendo gratitudine al Papa, che è stato di aiuto nel mettere in un linguaggio più comune e immediato valori fondamentali e obblighi internazionali
Il Giubileo che la Chiesa universale celebrerà tra tre anni “sarà un momento molto importante con questo modo di mettere al centro la solidarietà, l’uguaglianza, la fratellanza.





