Al via il progetto “InPerfetto” grazie all’intesa tra CNA, Aipec, Mezzopieno, Sermig Re.te
Fonte: www.corriereartigiano.it – articolo del 10 luglio 2023 – sezione attualità
I residui di produzione a km zero delle microPmi del Torinese potranno diventare nuovi prodotti a km zero da reimmettere sul mercato, con l’obiettivo di abbattere anche i costi e l’inquinamento causato dai trasporti. È partito simbolicamente lo scorso 14 giugno il progetto nazionale InPerfetto che a breve coinvolgerà con una campagna di sensibilizzazione 700 imprese associate alla CNA dell’area Nord Ovest di Torino per dare vita ad un ambizioso percorso per attribuire nuovo valore economico e sociale agli scarti di produzione, nel rispetto dell’ambiente. A dare il là ad InPerfetto è stata la firma del protocollo d’intesa tra i rappresentanti di Aipec, CNA Torino, Movimento Mezzopieno-Semi Onlus e Sermig Re.te per lo sviluppo sostenibile Onlus.
“La cultura dello scarto è tipica delle società industriali e post industriali che cercano il valore (economico) nelle economie di scala delle grandi produzioni e nella velocità con cui il prodotto arriva sul mercato. La cultura della sostenibilità invita a guardare, tuttavia, al mondo della produzione con occhi diversi: nel rispetto degli uomini e del loro lavoro, nel rispetto delle comunità locali, nel rispetto dell’ambiente” ha dichiarato il Presidente della CNA Torino, Nicola Scarlatelli. Le esperienze del riuso e della trasformazione dei residui di produzione per evitare che un prodotto diventi scarto e quindi rifiuto (anche da un punto di vista normativo) si stanno moltiplicando ovunque, dal mondo della moda a quello del design, coinvolgendo i cicli produttivi più disparati: la lavorazione del legno, dei tessuti, la trasformazione dei prodotti residuali della terra e dell’allevamento nei settori più diversi, dall’alimentare al packaging all’edilizia.
A queste esperienze ora si aggiunge quella ideata da due primarie associazioni datoriali, Aipec e CNA Torino, in collaborazione con due Onlus, Sermig e Mezzopieno. InPerfetto coinvolgerà nelle prossime settimane a livello pilota 700 imprese artigiane e Pmi di Rivoli, Collegno e Grugliasco appartenenti a nove comparti produttivi – dall’alimentare alle costruzioni, dalla moda alla lavorazione del legno, fino alla meccanica – e a settembre inviterà al confronto tutti gli operatori che a vario titolo nel Torinese si occupano di sostenibilità e riuso per dire basta alla cultura dello scarto, del rifiuto.
L’obiettivo è partire dal territorio, dalle piccole realtà produttive che sono la vera ossatura del comparto manifatturiero italiano, con tutte le loro specificità e imperfezioni, trasformando i loro residui di produzione in sottoprodotti destinati ad altre produzioni da sviluppare sullo stesso territorio, anche con il coinvolgimento di cooperative sociali. Dal territorio per il territorio, insomma: lo scarto deve diventare nuova risorsa laddove nasce anche per contenere l’impatto ambientale dei trasporti. La varietà e non serialità di molti degli scarti di lavorazione delle imprese artigiane e delle Pmi diventa da elemento di fragilità punto di forza di un progetto che mira all’obiettivo dello scarto zero. Perché tutto può (e deve) essere riutilizzato per cercare di azzerare lo spreco e per massimizzare il profitto economico delle piccole imprese.
Filippo Provenzano, Segretario CNA Torino, ha evidenziato come con questo protocollo d’intesa venga ripresa, “per ampliarla, l’esperienza avviata durante il Festival dello sviluppo sostenibile di Torino del 2019”. E ancora: “Parte oggi una campagna per promuovere la cultura del riuso nelle imprese associate. Un progetto aperto ad altri soggetti, senza preclusioni e senza esclusive”.
Nicola Scarlatelli, Presidente CNA Torino, del resto, si è detto ottimista sullo sviluppo di questa iniziativa: “Il nostro mondo, quello dell’artigianato e della piccola impresa ha una buona sensibilità di base verso questi temi, lavoreremo per sviluppare questa cultura puntando anche sul fatto che le buone pratiche convengono anche dal punto di vista economico e che, in fondo, lo scarto è anche uno spreco di denaro” (al.st).





