Livio Bertola

Presidente

Bertola-Liviopresidenza@aipec.it

Presidente e responsabile delle relazioni esterne

Classe 1953, sposato nel 1978 e un’azienda fondata nel 1946, con 28 dipendenti  … insieme alla moglie Teresina ed ai loro 4 figli, Paolo, Caterina, Marco e Lia.
Nell’azienda galvanica Bertola s.r.l. fondata da papà Antonio e dai suoi due fratelli, è stato inizialmente assunto nel 1973 con mansioni legate al suo diploma di perito elettrotecnico.
Attualmente Livio è ancora alla guida della società in qualità di presidente ed amministratore delegato.

Il lavoro di trattamenti galvanici per conto terzi, consiste nel riporto di metalli come il rame, il nichel ed il cromo su particolari ferrosi, ad esempio su: manubri, serbatoi, marmitte per moto, particolari per le automobili, come paraurti, cornici per radiatori, bulloni antifurto per ruote, attrezzature per palestre, per il fitness e per tutti quei particolari che hanno bisogno di un rivestimento superficiale, sia per motivi estetici, che per la resistenza alla corrosione.

I motivi che lo hanno portato a concorrere nel fondare un’associazione nazionale di imprenditori, l’AIPEC, nasce dalla convinzione di pensare “che sia giunto il momento per me, per tanti di noi, di agire ed impegnarmi in prima persona, sentendomi direttamente responsabile per quanto potrò lasciare ai miei figli e nipoti, sia dal punto di vista morale, sociale, che ambientale”.

Per questi motivi è nata AIPEC e, come ha avuto occasione di dire nell’intervista a Città Nuova dell’ottobre scorso, “per aderire non bisogna essere “focolarini”, credenti o esibire altre appartenenze, ma solo condividere i principi del codice etico che è parte integrante dello statuto. Non è, e neanche può avere la pretesa di essere, l’associazione che raduna tutte le imprese che aderiscono al progetto dell’economia di comunione e neanche esclude l’appartenenza ad altre associazioni. Come teniamo sempre a precisare nella nostre presentazioni, «non si rivolge infatti solamente a chi è già un’azienda dell’economia di Comunione, ma anche e soprattutto a tutte le aziende ed i soggetti che vogliono incamminarsi in quella direzione» per aiutarli «a crescere, a svilupparsi nella cultura del dare, favorendo anche la nascita di nuove idee e opportunità».