Un’impresa può davvero mettere al centro le persone prima del profitto? Nell’intervista fatta da IlT, quotidiano del Trentino Alto Adige/Sudtirol, a Pietro Comper di Tecnodoor, uno dei soci fondatori di AIPEC, emerge una visione imprenditoriale che sfida alcune logiche consolidate del fare impresa.
Comper racconta un percorso segnato anche da errori e difficoltà, ma proprio per questo capace di generare consapevolezza: il valore di un’azienda non si misura solo nei risultati economici, ma nella qualità delle relazioni che riesce a costruire al suo interno. Il coinvolgimento dei collaboratori, la fiducia e la responsabilità condivisa diventano elementi strategici, non accessori.
L’imprenditore, in questa prospettiva, non è semplicemente un gestore o un tecnico competente, ma una figura capace di visione, che sa valorizzare le persone e creare un contesto in cui ciascuno possa esprimere il proprio potenziale.
Dall’intervista emerge anche un’attenzione particolare alla dimensione etica del lavoro: fare impresa significa assumersi una responsabilità verso gli altri, mantenendo uno sguardo critico su sé stessi e sul proprio operato.
Un approccio che richiama un’idea di economia più umana, in cui il successo non è disgiunto dalla crescita delle persone che ne fanno parte. grazie Pietro! 





