Articolo a cura di Michela Francesca Di Stefano

171026-29_Rotselaar_7Congresso_Edc_ridSi è da poco conclusa la settima edizione del congresso europeo dell’EDC tenutasi in Belgio. Hanno partecipato ben 14 paesi Europei (Francia, Spagna, Portogallo, Italia, UK, Lussemburgo, Belgio, Austria, Germania, Svizzera, Croazia, Serbia, Danimarca e Olanda) più alcuni rappresentanti dall’Argentina e dei paesi africani. Durante il convegno hanno preso la parola diversi interlocutori.
In modo particolare, ricollegandomi al discorso tenuto in sede di chiusura dal Prof. Luigino Bruni, la sfida oggi per il management e quindi per gli imprenditori è quella di creare una proposta di valore che sia duratura nel tempo. Egli infatti condivideva una sua grande preoccupazione, cioè come sarà l’EDC tra 100 anni? Verrà interpretata come un modello economico storico passato oppure come una proposta di valore che avrà un suo peso all’interno dell’economia?
Rispondere a queste domande non è facile, tuttavia oggi è chiaro che alcuni aspetti debbano essere rinnovati. Innanzitutto è fondamentale una ridefinizione della figura del povero. Chi è il povero? Il povero per l’impresa è un “dono” e una “ricchezza”, però se non coinvolto all’interno delle scelte non si capisce la ricchezza che egli può apportare. Ciò può essere solo capito attraverso l’incontro con esso. Le altre sfide sono quelle dovute alla gestione.
C’è necessità di una gestione creativa, innovativa che lasci spazio ad idee nuove. Oggi il mercato chiede all’imprenditore una capacità aggiuntiva cioè quella di essere un “inventore” creando proposte di valore all’interno dell’organizzazione. Come è possibile fare ciò? Soprattuto attraverso il dialogo con i propri dipendenti e probabilmente ripensando alla propria impresa come un’organizzazione orizzontale e non gerarchica dove ognuno è alla pari ed è capace di apportare la sua idea liberamente.
Un ultima sfida che è emersa è la seguente: normalmente si parla solo della seconda parte cioè del “dono”, “del dialogo”, perché capita di più, ma l’EDC è composta anche della parte carismatica che deve essere raccontata. Come fare ciò? Non esistono formule matematiche valide per tutti, ogni imprenditore conosce la propria impresa e il proprio contesto, però è fondamentale raccontarla altrimenti non è possibile vivere a pieno questo carisma. Raccontandolo ovviamente con un linguaggio consono al contesto e con un briciolo di “creatività”.

 

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