Dopo la Laurea in Ingegneria Elettronica ha lavorato per multinazionali nell’Automotive (partendo dal gruppo FIAT) e nei settori di Automazione Industriale, vivendo in Italia, Inghilterra, Olanda e Germania, dove risiede da agosto 2003. Si è occupata prevalentemente di Acquisti Strategici/Supply Chain, dando spazio agli aspetti di riorganizzazione aziendale della Funzione.
Facendo parte del gruppo dirigente è stata coinvolta in decisioni strategiche, attività di riorganizzazione dei processi aziendali e di decisioni quali per esempio acquisizioni/trasferimenti di sedi produttive.
Ha coordinato team (responsabilità di 50-100 persone tra diretti ed indiretti) inter-funzionali ed internazionali, puntando anche alla formazione/coaching su tutti i processi di Supply Chain (E2E).
Il lavoro la ha portata a viaggiare regolarmente ed ha avuto modo di visitare realtà aziendali di moltissimi paesi nel mondo e di negoziare/definire molti accordi di collaborazione.
L’ultimo ruolo ricoperto é quello di Vice-President Strategic Purchasing presso una società con HQ nella zona di Hannover che si occupa di automazione industriale.
Nel 2012 ha fondato la Ingeniiinstitute GmbH, come idea a lungo termine in quando aveva un ruolo c/o aziende.
Recentemente ha però lasciato l’ultimo lavoro ed a gennaio parte con una collaborazione -diverse ore di docenza- con un’Università in Germania sul Value Chain Management.
Si è, sono con il tempo, resa sempre più conto della necessità di iniziare dalle sedi universitarie, specialmente su alcuni temi scarsamente o mal affrontati.
E’ in una ulteriore fase di esplorazione e cambiamento della mia vita, ancora da ben profilarsi.
PROPOSTE PER AIPEC:

  1. Coinvolgere sempre più imprese da media grandezza in su (oltre le PMI) e non solo in Italia. Dimensione Europea dell’AIPEC? Mettere insieme la forza del territorio con la dimensione europea. Il mondo delle imprese é trasversale ai confini di paese;
  2. Tradurre gli aspetti chiave dell’EdC in Progetti con linguaggio per imprenditori/managers, evidenziando i vantaggi dell’EdC da un punto di vista sia finanziario sia di crescita aziendale;
  3. Strumenti Operativi di EdC per gli imprenditori: esempio i contratti. Sarebbe molto interessante tradurre in concreto il contratto (ed il patto) in ottica EdC e renderli strumenti utilizzabili per le imprese a seconda dei casi;
  4. Indicatori: esempio creare dei parametri di valutazione dell’operare EdC (…superando i brutali KPI=Key Performance Indicators aziendali di oggi);
  5. So che l’AIPEC ha sostenuto start-up. Credo debba rimanere un focus, insieme con le reti di impresa (e qui mi allaccio anche al punto 1);
  6. Fare formazione all’interno delle aziende;
  7. Osare ancora.
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